Forbes racconta i successi del DTA

Una storia di successo, quella del Distretto tecnologico aerospaziale pugliese (Dta) ha trovato spazio nel numero di settembre della edizione italiana di Forbes, come primo servizio  della prestigiosa rivista, con un approfondimento  nell’ambito del progetto Small Giants, un viaggio alla scoperta delle eccellenze italiane ideato dal gruppo BFC Media.

A raccontare la storia è stata la giornalista Piera Anna Franini che già in altre occasioni aveva potuto verificare il valore in termini qualitativi e quantitativi delle attività aerospaziali che si svolgono in Puglia e del ruolo svolto dal Dta. La giornalista ha ricordato che “proprio in Puglia ha preso forma una filiera dell’aerospazio che va dalla componentistica ai software, dal 2009 identificata  come Distretto Tecnologico Aerospaziale. Al Dta, capitanato da Giuseppe Acierno, aderiscono tre università pugliesi (Università del Salento, Università di Bari e Politecnico di Bari), due centri di ricerca pubblici e due privati, grandi imprese, tra cui Leonardo, Avio Aero e Sitael, e diverse piccole e medie imprese”.

E ancora : “Tutto questo accade lungo l’asse Brindisi-Taranto, anche se le attività di produzione e ricerca sono ormai diffuse nell’intera regione, con faro a Bari e Grottaglie. Un patrimonio collettivo che sta facendo crescere Pil, export, addetti, imprese, brevetti, laboratori, investimenti in ricerca e sviluppo, cattedre, assegni di ricerca, dottorati. Tradotto in cifre,il comparto aerospaziale pugliese vale 1,5 miliardi di euro di fatturato, l’export supera i 340 milioni (dati 2021). Sono 7.500 i dipendenti e 500 i ricercatori. Più aziende – in testa Deloitte, Ernst & Young, Accenture e Lutech – hanno annunciato un piano di assunzione di circa seimila giovani, e già si pregusta il rimpatrio di laureati e ragazzi con competenze nel settore. 

Tra le operazioni di maggiore impatto maturate nel Distretto spicca la partecipazione alla progettazione del Catalyst, motore di Avio Aero che sarà utilizzato sull’Eurodrone. A Brindisi sono stati realizzati circa 100 pezzi con la tecnica dell’additive manufacturing, mentre a Bari, nei laboratori del Politecnico, si sono svolti i controlli sul motore. Con il progetto Corus Xuam è stato invece sperimentato il trasporto di farmaci e vaccini con droni: giunti in aereo a Grottaglie, i farmaci sono stati trasferiti via drone all’ospedale di Manduria, a 20 chilometri di distanza. Il progetto Redox mette in campo droni e telecamere a raggi infrarossi per diagnosticare la presenza della xylella, il batterio che sta mettendo a dura prova gli ulivi della Puglia.

“Così la Puglia ha definito una sua identità che va oltre la storica competenza e specializzazione nella produzione e manutenzione di aerostrutture e nelle attività di manutenzione e assemblaggio di motori aeronautici. In aggiunta, ora si progettano e producono piccoli satelliti, aeromobili per l’aviazione, propulsori per satelliti e per aeromobili, si mettono in campo servizi che attingono alle tecnologie di osservazione della Terra”, è scritto ancora su Forbes Italia.

A tal proposito viene ancora evidenziato  che “nell’aeroporto di Grottaglie, sulla base di un investimento da 11 milioni di euro, Dta e università lavorano per affinare la piattaforma dedicata ai test e alle sperimentazioni nel segmento dei droni, dell’intelligenza artificiale, della cybersecurity, della propulsione innovativa (ibrida, fuelcell), dei sensori per applicazioni aviotrasportate. Sulla scia di tanta attività, la Fiera del Levante di Bari ospiterà a ottobre la terza edizione del Drones Beyond, il più grande evento d’Europa in termini di quantità e diversità delle operazioni aeree dimostrative svolte con droni. L’edizione 2023 illustrerà le nuove prospettive nel campo dei velivoli unmanned e degli innovative aerial services attraverso la dimostrazione di servizi svolti con drone”.

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